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      • Pubblicato il 15 Nov 2022
      • Ultima modifica 06 Sep 2023
    • 5 min

    7 modi per ridurre i tempi di fermo

    Un tecnico di manutenzione di RS condivide le sue esperienze da uno dei nostri centri di distribuzione.

    7 modi per ridurre i tempi di fermo

    I tempi di fermo possono comportare costi su più fronti, ma come è possibile ridurli al minimo?

    Un tecnico di manutenzione di RS condivide le sue esperienze da uno dei nostri centri di distribuzione.

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    Sono gli effetti a catena dei tempi di fermo a deludere i clienti e danneggiare la reputazione dell’azienda. È il sommarsi di tutti i costi indiretti

    Karl Ralph - tecnico dei sistemi di controllo presso il centro di distribuzione di RS a Corby nel Regno Unito.

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    Karl Ralph

    Ralph è perfettamente consapevole dell’impatto che le interruzioni possono avere sulle attività aziendali. È responsabile di un sistema di trasporto che attraversa tre piani nel magazzino automatizzato e fa parte di un team dedicato a ridurre al minimo le interruzioni.

    In questo articolo, Ralph illustra sette modi per creare un sistema che consente di ridurre al minimo i tempi di fermo di un impianto, in particolare quelli non pianificati.

    1. Identificare gli obiettivi di manutenzione

    I tempi di fermo sono un grosso problema per RS perché le nostre attività di magazzino costituiscono un sistema completo. Se alcune parti minori del sistema si guastano, possono essere isolate ma se a guastarsi sono le parti critiche, allora l’intero sistema si ferma.

    Un blocco del sistema impedisce a gran parte del personale del centro di distribuzione di svolgere il proprio lavoro. Questo rappresenta un costo diretto per l’azienda. Al quale si sommano anche tutti i costi indiretti, quindi il nostro obiettivo è assicurarci che gli elementi critici non vengano trascurati.

    2. Introdurre la manutenzione predittiva

    Ho lavorato in posti dove non c’era alcuna manutenzione preventiva e si finiva quindi per rimanere intrappolati nel circolo vizioso dei fermi non pianificati. In RS siamo molto proattivi. Cerchiamo di identificare i problemi prima che si verifichino, perché i tempi di fermo non pianificati sono estremamente negativi mentre quelli pianificati sono positivi.

    Il nostro sistema è concepito in base a questo principio. Il nostro team ha due turni: quello del mattino e quello della notte. Il ruolo del supporto tecnico durante le ore di attività è quello di effettuare ispezioni di routine e cercare di identificare qualsiasi problema in modo da poterlo correggere la sera o nei fine settimana.

    Abbiamo un sistema di manutenzione basato sull’agilità che genera ordini di lavoro per noi. Questi ci dicono quali parti dell’attrezzatura dobbiamo controllare per assicurarci che non sfugga nulla e ci danno una routine per farlo.

    Anche chi svolge il turno di notte ha i propri ordini di lavoro che descrivono attività specifiche. Nel turno del mattino, in realtà il nostro è un compito di controllo perché il trasportatore è in funzione, ma di notte è tutto pianificato. Il team esegue la manutenzione ordinaria di parti specifiche del sistema, compresa la manutenzione settimanale, mensile, trimestrale e annuale del trasportatore. Ciò riduce la probabilità che si guasti durante l’orario di lavoro.

    3. Misurare e monitorare i risultati

    Impostare il sistema richiede tempo, ma ne vale la pena.

    Buona cosa è anche stabilire una qualche forma di monitoraggio dei tempi di fermo. Sapere dove si verificano e poterli misurare è fondamentale. In questo modo è possibile predisporre le risorse per correggerli e verificare di essere sulla strada giusta.

    In RS teniamo sotto controllo i tempi di fermo. Talvolta si verificano ma vengono monitorati quotidianamente e facciamo in modo di tenerli sotto il cinque per cento.

    Noi abbiamo un software che monitora i tempi di fermo per certe attrezzature e genera un rapporto, ma anche senza, è possibile utilizzare un sistema cartaceo o un semplice sistema informatico per registrarli.

    4. Non trascurare gli aspetti più semplici

    Molto di quello che facciamo qui non è ad alta tecnologia o costoso.

    Ad esempio, abbiamo una telecamera termica e generiamo rapporti termici di armadi elettrici. La telecamera rileva i punti caldi che si trovano nell’armadio e poi noi possiamo occuparci di sostituire le parti. Ogni due mesi procediamo alla sostituzione di componenti che possono darci problemi in seguito.

    5. Sapere cosa è necessario avere subito a disposizione

    Gestire i ricambi essenziali è fondamentale anche per ridurre al minimo i tempi di fermo. È necessario assicurarsi di avere i ricambi che serviranno al momento del bisogno. In RS la mancanza dei ricambi giusti non è giustificata!

    La standardizzazione delle attrezzature può essere d’aiuto dal punto di vista dei ricambi, quindi è consigliabile preparare una specifica per le attrezzature, da tenere pronta per il processo di approvvigionamento. Affidandosi a un solo fornitore o produttore, si hanno molte più possibilità di ottimizzare questo processo.

    6. Pianificare la manutenzione futura

    Quando si sta realizzando un nuovo progetto, occorre pensare a come monitorare i possibili tempi di fermo. E se ci sono dei vantaggi nell’aggiungere il monitoraggio delle condizioni, come il monitoraggio delle vibrazioni e della temperatura, è opportuno integrarlo in questa fase, perché ciò può essere meno costoso di un adattamento a posteriori al sistema.

    Non dimenticare di progettare l’accesso per la manutenzione. Non sempre questo aspetto viene considerato, ma se non è possibile accedere facilmente ai componenti da riparare o controllare, ovviamente i tempi di fermo aumentano, a Corby abbiamo alcuni casi in cui l’accesso è difficoltoso.

    7. Imparare dall’esperienza

    Se si verificano dei tempi di fermo non pianificati, cosa che occasionalmente succede, dopo l’evento ci riuniamo come team e analizziamo la situazione per imparare dall’esperienza. Cosa è successo, perché è successo e cosa possiamo fare in futuro per evitare che accada di nuovo?Non è tanto un tentativo di identificare i responsabili ma di evitare che la situazione si ripeta. Anche questo gioca un ruolo importante nel ridurre al minimo i tempi di fermo.

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