• Pubblicato il 18 set 2026
    • Ultima modifica 7 ott 2026
  • 5 min

I 10 principali KPI in materia di salute e sicurezza sul lavoro

La salute e la sicurezza sul lavoro dovrebbero rappresentare la priorità assoluta per qualsiasi azienda e per ogni professionista.

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La salute e la sicurezza sul lavoro dovrebbero rappresentare la priorità assoluta per qualsiasi azienda e per ogni professionista. Se chiedete a un amministratore delegato o a un CEO (Chief Executive Officer) come valuta le performance aziendali, è probabile che menzioni indicatori come profitto, ritorno sull’investimento o quota di mercato. Si tratta di misurazioni “positive”, perché descrivono risultati raggiunti.

Diversamente, quando si parla di salute e sicurezza sul lavoro, le metriche utilizzate sono spesso di natura opposta: numero di infortuni e giorni di assenza per malattia. In altre parole, si misura ciò che non ha funzionato. Valutare la sicurezza esclusivamente attraverso eventi negativi non garantisce il controllo dei rischi né la prevenzione di futuri incidenti. Anche in presenza di pochi infortuni, infatti, possono esistere criticità importanti non ancora emerse. Di conseguenza, questi indicatori possono risultare fuorvianti.

Ecco alcune criticità delle attuali statistiche sulla salute e sicurezza:

  • Sottosegnalazione: un’eccessiva attenzione ai tassi di infortunio, soprattutto se legata a sistemi di incentivazione, può portare a non dichiarare tutti gli incidenti.
  • Mancanza di profondità: i tassi di infortunio descrivono le conseguenze, ma non la gravità potenziale degli eventi.
  • Assenze non sempre indicative: i giorni di malattia possono dipendere da fattori non legati alla reale severità dell’incidente.
  • Rischio di compiacimento: bassi livelli di infortuni possono indurre una falsa sensazione di sicurezza.
  • Approccio reattivo: si analizzano i risultati, non le cause.

Perché misurare le performance in materia di salute e sicurezza?

La misurazione è alla base di qualsiasi processo di gestione, indipendentemente dal settore: finanza, produzione o servizi. Lo stesso principio vale per la salute e la sicurezza. L’obiettivo principale è fornire una visione chiara dell’andamento delle attività aziendali per gestire e ridurre i rischi di incidenti e malattie professionali. Le statistiche, se ben utilizzate, supportano i processi decisionali e aiutano a mantenere sotto controllo i rischi.

Quattro elementi chiave per una gestione efficace:

  • Fornire informazioni sul funzionamento dell’organizzazione
  • Individuare aree di miglioramento e necessità di azioni correttive
  • Supportare il miglioramento continuo
  • Generare feedback e motivazione

Cosa misurare (KPI)

Gli indicatori chiave di prestazione (KPI) in ambito salute e sicurezza sono parametri misurabili che permettono di monitorare i progressi rispetto a obiettivi specifici. Molte aziende si limitano ancora a considerare esclusivamente i dati sugli infortuni. Questo approccio è riduttivo, soprattutto in contesti come IT o marketing, dove il rischio percepito è basso. In realtà, anche in questi ambienti esistono aspetti rilevanti legati al benessere, allo stress e alla salute. I KPI non riguardano solo la sicurezza, ma anche la salute complessiva dei lavoratori. Ridurre i giorni di assenza, ad esempio, significa aumentare l’efficienza aziendale.

Di seguito, 10 KPI fondamentali da considerare:

1. Numero di incidenti o sinistri segnalati

È l’indicatore più tradizionale in ambito salute e sicurezza. Ogni organizzazione dovrebbe monitorare il numero di incidenti e utilizzarlo come riferimento. È particolarmente importante osservare eventuali variazioni quando vengono introdotti nuovi processi, macchinari o cambiamenti organizzativi.

2. Segnalazione di incidenti mancati

Monitorare i “near miss” (incidenti sfiorati) è altrettanto importante. Piccoli eventi, come urti o graffi, spesso non vengono segnalati, ma possono indicare problemi più profondi. Promuovere una cultura della segnalazione, senza timore di ritorsioni, è essenziale per prevenire incidenti più gravi.

3. Guasti alle attrezzature

I malfunzionamenti delle attrezzature non incidono solo sulla produttività, ma possono rappresentare un segnale di rischio. Guasti frequenti possono indicare condizioni che potrebbero generare incidenti.

4. Formazione dei dipendenti

La formazione è un pilastro della sicurezza. I dipendenti devono conoscere procedure, strumenti e politiche aziendali. Monitorare i percorsi formativi consente non solo di rispettare gli obblighi normativi, ma anche di adottare un approccio proattivo e individuare eventuali necessità di aggiornamento.

5. Ore medie di straordinario per persona

Questo KPI misura il carico di lavoro oltre l’orario standard. Un eccesso di straordinari può aumentare il rischio di affaticamento e, di conseguenza, di incidenti. Va però adattato al contesto specifico dell’azienda e del settore.

6. Indice di soddisfazione dell’ambiente lavorativo

Rilevato tramite survey interne, questo indicatore misura il livello di benessere dei dipendenti rispetto a spazi, ambiente e condizioni di lavoro. Valori bassi possono indicare criticità non solo fisiche, ma anche psicologiche. È quindi importante affiancare strumenti di supporto, anche per la salute mentale.

7. Valutazione della forma fisica

Si tratta di un ambito delicato, che richiede attenzione alla privacy. Tuttavia, in alcuni settori è necessaria per garantire l’idoneità al lavoro. In alternativa, si possono promuovere iniziative come programmi di benessere o convenzioni fitness, monitorando l’adesione e la soddisfazione dei dipendenti.

8. Giorni produttivi

Questo KPI rappresenta un approccio positivo: invece di misurare le assenze, valuta i giorni lavorativi effettivamente produttivi. Può essere monitorato nel tempo per valutare l’impatto di interventi come formazione o introduzione di nuove attrezzature.

9. Formazione del management

Non solo i dipendenti, ma anche i manager devono essere formati in materia di salute e sicurezza. Monitorare la formazione del management è fondamentale, soprattutto in contesti caratterizzati da cambiamenti organizzativi o turnover elevato.

10. Tempo medio di risoluzione dei rischi

Questo KPI misura quanto tempo intercorre tra la segnalazione di un rischio e la sua risoluzione. Tempi rapidi indicano un sistema efficace; ritardi, invece, possono evidenziare la necessità di rivedere processi e procedure.

Ogni azienda ha esigenze specifiche, e non tutti i KPI sono universali. Tuttavia, questi esempi evidenziano l’importanza di adottare un approccio più completo e proattivo alla salute e sicurezza. Investire nel benessere dei lavoratori significa migliorare efficienza, produttività e sostenibilità nel lungo periodo.

Nota: questo articolo ha finalità informative. Per implementare misure di salute e sicurezza, è sempre consigliabile rivolgersi a professionisti qualificati.

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