Trascrizione
Creare il proprio lavoratorio elettronico è un sogno per molti e io lo sto piano piano realizzando a partire da questo bancone pensato proprio per i progetti elettronici.
Buon diodo a tutti e benvenuti su AT Lab. Questo è un video di aggiornamento del mio nuovo piccolo laboratorio dove troverete una valanga di trucchetti utili da utilizzare anche
nel vostro. Come vedete, la primissima cosa da risolvere nel laboratorio è il cablaggio. Le ciabatte volanti così non vanno assolutamente bene e sono del tutto provvisorie. Per fortuna mi sono procurato uno di questi quadretti che riutilizzerò per creare un piccolo quadro di comando per tutto il banco. E anche la luce che fa il suo bel lavoro, però è attaccata con una presa volante lassù, quindi anche questo devo sistemarlo. Il cuore del sistema è un interruttore differenziale da 16 amp di corrente nominale e una corrente differenziale di 10 mA, quindi bello sensibile. L'interruttore automatico differenziale è un dispositivo di protezione che interviene quando c'è un guasto verso terra e quindi una corrente scorre dalla fase o dal neutro verso terra e non si richiude nel circuito di alimentazione. Questo dispositivo quindi sente la differenza di corrente che c'è tra la fase e il neutro e in caso sia superiore ad una certa soglia di ad esempio 10 mA interviene. E c'è questo bel pulsantino che è il test per l'interruttore che va fatto periodicamente, ad esempio, quando lo abbiamo installato e guardate, premo e fa scattare l'interruttore. Osservando lo schema sul lato del dispositivo si nota subito il circuito con l'interruttore di test che fatto chiude una piccola resistenza tra la fase a monte e il neutro a valle dell'interruttore stesso, simulando quindi una differenza di corrente tra la
fase e il neutro passanti attraverso l'interruttore. E con la stessa logica posso sfruttare un resistore esterno e un fungo di emergenza per far scattare e intervenire l'interruttore differenziale e usarlo quindi come sgancia corrente di tutto il quadretto. Veloce test per verificare che l'idea funzioni sull'interruttore. Ho la resistenza da
10 k di bypass tra uscita e ingresso che vado immediatamente a corto circuitare e vedete ha fatto subito scattare l'interruttore. Realizzo le saldature a stagno per un collegamento sicuro e isolato grazie a della guaina termorestringente. A valle del differenziale ci sono una serie di interruttori magnetotermici a partire da un 16 amp
e una serie di interruttori singoli invece da 10 amp. Il coordinamento di questi interruttori è fatto pensando che a monte di tutto c'è un magnetotermico che gestisce la linea forza delle prese di casa da 16 amp. Il tutto verrà poi inserito in questo quadretto con otto slot e guida che ho riciclato da tempo. All'interno del quadretto fisso una
guida su cui andrò a montare poi i diversi interruttori e non ho resistito a fare una prova per vedere come risultavano gli interruttori posizionati all'interno del quadretto. E
guardate qua che spettacolo. Veramente veramente molto bello il risultato. Guardate che roba. Essendo il quadro con spinamobile, sono alla ricerca di un sistema di indicazione di presenza di tensione, ma anche del corretto collegamento della fase, un qualcosa di molto simile al cacciavite cercafase che fa richiudere una piccolissima corrente verso terra e accende la lampadina attraverso la resistenza corporea, ma questa corrente deve essere molto piccola, altrimenti farebbe scattare il differenziale. Quindi non mi rimane che misurarla attraverso il multimetro. L'ho già impostato su misura di corrente alternata con fondoscala 2 m. E vediamo quanto si ottiene. Collego il multimetro direttamente alla messa a terra della ciabatta. Attivo la ciabatta ed esperimento da non fare a casa se non sapete cosa state facendo. Con l'altro terminale del multimetro vado a chiudere il circuito, la lampadina si accende e la corrente, guardate, è circa di 180 mA. Questa corrente di 180 mA in realtà è la corrente diretta, non la corrente che scorre normalmente nel
corpo umano. Esperimento da non fare a casa. Collego la pinzetta a un dito, con l'altro dito chiudo il circuito. La lampadina, anche in questo caso vedete che si accende e la misura riporta 135 microamp, quindi più bassa rispetto a quella di prima. Naturalmente perché il corpo umano introduce una certa resistenza che limita la corrente. All'interno del cacciavite cercafase c'è una piccola lampadina al neon e questa si illumina di rosso quando percorsa da corrente. Se vedete i due terminali della lampadina non si toccano e questo
piccolo bulbo di vetro in realtà è riempito di un gas, appunto il neon. Per questo motivo la corrente che scorre è veramente molto bassa, nonostante si riesca ad accendere la lampadina. Ho trovato diverse spie e segnalatori di una certa età a 220 V e voglio andare a misurare quant'è la corrente che assorbono queste per capire se posso utilizzarle come indicatori. E dopo aver provato diverse lampadine, la scelta è ricaduta su questa piccolina qui, sempre al neon, che assorbe 1.7 mA, quindi direi perfetta, non dovrebbe far scattare il differenziale. Ed ecco un altro pacco da RS pieno di robe utili contanto di nuova Catin Mat e vediamo che cosa c'è dentro questo bel pacchetto. 20 m di cavo Ethernet mi serve per il computer, dovrò cablarlo. Ciabatte, queste assolutamente molto utili e ho preso anche delle celle di Peltier. Queste saranno per un progetto futuro che sto ancora sviluppando. Suggerisco di scegliere le multiprese, le cosiddette ciabatte, comprese da 10 e 16 amp italiana e anche la Shucko. La differenza si vede con una multipresa solo suo dove le spine italiane da 16 amp non entrano. Ma fate attenzione anche alle multiprese. Io con l'interruttore spento comunque riesco a vedere la presenza della fase con il cercafase. Guardatela un po' qua. E infatti sia che accendo o che spengo, vedete la fase è sempre presente. Quindi questi interruttori non si possono assolutamente utilizzare come sezionatori, anche se hanno una lucina e un indicatore. Per fortuna non tutte le ciabatte sono così. Questa qui di RS Pro, ad esempio, ha un interruttore decisamente più grande e guardate, non c'è la presenza della fase, mentre se accendo la si vede subito. Spegnendola invece non risulta. E così inizio il cablaggio del quadretto. Finalmente ho finito anche tutti i cavallotti. Vi dico è stato un incubo perché questi morsetti, guardate un po', non hanno la vite. Mamma mia! Tra l'altro mi sembra anche che siano laschi. Se io vado a tirare sembra che si sfili tutto. Molto meglio. Le buone vecchie viti e morsetti a viti. Questi non si staccano più. E qui la svolta mi avete veramente salvato voi. Grazie a tutti per aver risposto alla mia richiesta di auto sui social. Questi interruttori da 10 amp sono pensati per le barre di distribuzione, a saperlo prima. E scoperto l'arcano, a questo punto tolgo via tutti questi cavallotti che infatti erano completamente laschi. E mentre aspetto che arrivino i componenti per completare il sistema, vado avanti cablando alcune parti. E sui collegamenti a valle è importante utilizzare i capicorda per cavi e il momento da cui non si torna più indietro, taglio via la spina della ciabatta e inizio a spellare i fili per poterli collegare nel quadretto. Tra le varie cose aggiungo anche un piccolo connettore a banana, così da poter collegare direttamente gli elementi a terra. se servisse. Poi aggiungo anche il fungo di emergenza e la lampada di indicazione. E come bonus extra ho deciso di piazzare anche queste quattro prese di riciclo direttamente sulla linea da 16 amp. E il quadretto finalmente prende il suo posto, anche se è aperto. Ora è il momento di pensare al cablaggio delle luci, quindi mi abbasso completamente il tavolo e finalmente è arrivata anche la barra di distribuzione, quindi posso proseguire con i lavori di cablaggio. La soluzione migliore è saldare direttamente sul rame. Collegamento a regola d'arte isolato con termorestringente prima di tagliare la parte in eccesso della barra. E finalmente arriva il momento in cui posso completare il cablaggio definitivamente. E ci siamo. Finalmente posso chiudere il quadretto. E che dire? A me questo quadretto piace
moltissimo e sono contento di aver riciclato qualche componente ed essere riuscito a risolvere il problema con le barre di distribuzione. E dopo un bel lavoro, finalmente posso tirare su l'interruttore. Lampadina accesa, tutto sta funzionando e il primo sezionatore accende le luci e guardate che spettacolo. Fungo di emergenza, si spegne tutto. Direi stupendo. Come vedete la spia si accende, interruttore sollevato, quindi ho collegato correttamente la spina alla presa a muro e la fase è posizionata nel posto corretto. Se invece la spina nel muro è posizionata con la fase al contrario, accendo l'interruttore e comunque la lampadina, vedete, rimane spenta. Si accende solo se attivo il fungo di emergenza. E questa combinazione di cablaggio è interessante perché, appunto, segnala fase inversa con il fungo di emergenza premuto. Sul quadretto poi ho altri tre interruttori che comandano tre multiprese e guardate, posso accenderla 1 2 3. Tra le varie cose collegate al quadretto c'è anche il tavolo sollevabile di Flexis Spot che guardate adesso si tira su un bel po' di peso. Ci saranno su 50 kg tra la strumentazione e la struttura del tavolo. Vi dico, il sistema di sollevamento del tavolo Flexis Spot è veramente una gran figata e vi tira su il tavolo fino a 120 cm. E vicino al nuovo quadretto vi dico che il lavoro non è ancora finito, rimane da realizzare tutta la parte per la saldatura stagno e le misure elettroniche che prenderanno luogo in uno dei prossimi video. Questo laboratorio è la mia vita e cerco sempre di migliorarlo anche grazie a voi che guardate i miei video. Quindi vi ringrazio veramente veramente di cuore e vi invito a sostenere il canale. Basta condividere il video, un like e un commento qui sotto per fare veramente la differenza e far sì che io possa continuare a realizzare progetti elettronici. E per alimentare questo bancone da lavoro ho deciso in realtà di andare con una soluzione di tipo Power Station in modo tale da poterla ricaricare con i pannelli fotovoltaici e quindi rendere il laboratorio a consumo zero. E la mia mega stazione di alimentazione autocostruita, purtroppo è qui ferma con le quattro frecce perché l'inverter che in realtà generava la 230
V è ancora in riparazione e perché non andare a sfruttare il sole che mi arriva su questo lato della facciata? Qui c'è anche la Mela che si sta abbronzando e che finisce bellamente su questo poggiolo. Siamo chiaramente tutto ad est. Per lo scopo ho qui questo bel pannello da 150 W che in realtà proviene dal mio primo sistema fotovoltaico da balcone che avevo progettato e costruito ancora anni fa. Infatti, se vedete ha già dei fori di montaggio. Devo solo adattare alcune staffe e vedete le comodità di una cut in mat con i centimetri. Posso tagliare direttamente i pezzi a misura giusta, dei gommini da mettere sotto alle staffe per evitare di rovinare la ringhiera del balcone. E per un test veloce attacco il bluetti per vedere quanto tiro fuori. Ed eccoli qua i primi 100 W di potenza prodotta dal sole. Guardate, il sole non è neanche perfettamente allineato al pannello. E ho spostato il pannello
verso il limite del poggiolo. Sono le ore 11:30 circa e guardate qua, nonostante l'inclinazione sfavorevole del sole, il pannello sta producendo ancora quasi 90 W. Diciamo che il sole
qui sorge verso le 7:30, sono le 11:30, quindi 4 ore. Ha una media di 100 W. Fanno 400 W che questo pannello può produrre ogni giorno di sole e le cose non possono che migliorare.
Inaspettatamente alle 12:44 si stanno producendo ancora 48 W. Guardate come è posizionato il sole, è tutto completamente storto e si può sicuramente fare di meglio, ad esempio, installando più pannelli, però per ora vediamo cosa dicono i vicini di casa. Adesso devo mettere sicuramente mano all'angolo morto del laboratorio perché qui ci dovrà andare un armadio che contiene gli stampanti come quello che avevo in garage. Monto anche il piccolo quadretto su cui ci sono i quattro interruttori di comando, delle luci e delle prese che poi sono presenti all'interno dell'intero scaffale. Qui ho la stampante 3D all'altezza giusta per poterci lavorare e tramite il quadretto posso accendere il tutto. E io vi ringrazio di nuovo per la visione. Vi invito ad iscrivervi al canale AT Lab se non l'avete già fatto, un bel like ed un commento qui sotto e visitate le pagine social di AT Lab come la pagina Patreon e il canale Telegram dove pubblico costanti aggiornamenti esclusivi a voi che mi seguite. E intanto un saluto. Ciao!